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Una proposta per Saint: che cosa ho fatto e perchéFederico Vitiello

Che cosa ho fatto per voi

Questo sito è un regalo e una proposta: niente è deciso, e se non vi somiglia si butta. Stamattina ho chiesto a Barbara l'indirizzo del vostro sito per rifarlo, e le indicazioni di Nicolò non sono arrivate in tempo: così ho lavorato su quello che c'è in pubblico (il sito, i menu, il magazine, il video, Instagram, le recensioni e i giornali), e dove ho dovuto supporre lo scrivo qui sotto. Le foto e i video sono vostri, e niente è generato: l'unica cosa disegnata è il volo su Monza, e si vede.

Che cosa ho dato per buono, da confermare con voi

  • La stanza. «Duomo» compare in 26 delle 37 recensioni che ho letto: è il motivo per cui si arriva. Ma il Duomo lo vedono anche gli altri tavolini della piazza; quello che c'è solo da voi è una sala disegnata per guardarlo: lo racconta il vostro magazine.
  • L'aperitivo. Penso che l'aperitivo senza olive e noccioline sia una scelta vostra. Su Google olive e noccioline sono fra gli argomenti delle recensioni (11 e 10); in quelle che ho potuto leggere, chi le nomina lo fa quasi sempre per dire che mancavano. Il sito lo dice prima, come una scelta; se non lo è, quella riga si toglie.
  • Gli orari. Le vostre fonti non coincidono: il menu Bistrot di ottobre dice tutti i giorni dalle 10 alle 23; la pagina Prenota, del novembre 2025, apre il bar alle 11 dal lunedì al venerdì e dà la cucina dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 22:30; Google dice che dal lunedì al giovedì chiudete all'una, non a mezzanotte. Sul sito ho messo solo quello che torna: ditemi voi gli orari giusti.
  • I prezzi e le persone. I prezzi che cito vengono dai menu pubblicati a ottobre 2026. Le persone nelle foto sono quelle del vostro video, del magazine e del vostro Instagram: oggi questo sito lo vede solo chi ha il link, e prima di metterlo al posto del vostro serve il loro sì.
  • Il nome. Non ho spiegato perché vi chiamate Saint: nessuna fonte pubblica lo dice, e non volevo inventarlo.
  • THEMON. L'ho nominato come fa il vostro magazine, il lato notturno di Saint al numero 6. Se da voi le serate col dj ci sono ancora, o se non volete nominarlo, quella riga cambia.

Perché certe scelte

  • Il volo su Monza fino alla vostra porta. Vi trovano per la piazza, vi ricordano per la stanza: invece di scriverlo, le faccio attraversare tutte e due a chi apre il sito, e alla fine il punto di vista si gira, come nel primo fotogramma del vostro video: il Duomo, visto da voi.
  • I colori e i caratteri li ho presi dai vostri menu e dal magazine: il nero e la carta crema (gli stessi del sito di oggi), un carattere bastone, pesante e squadrato, accanto a un corsivo. L'arancio è quello del Fiore, il divano al centro della sala.
  • Le parole. Dove le vostre funzionano le ho lasciate intatte: «Non amiamo la rigidità, ma la precisione», «Non alternative, ma percorsi paralleli». Le altre sono mie, e sono tutte da approvare.
  • I premi. La guida del Gambero Rosso 2024 e gli inviti dei World's 50 Best sono veri, ma dicono quanto siete bravi, non chi siete: li mettete voi dove servono. Ho tenuto solo il Bar del cuore, perché l'hanno deciso i monzesi ritagliando i coupon dal giornale. E non ho scritto «fine dining»: i vostri menu dicono «informalmente elegante».
  • In italiano, e coi fatti in cima. La home di oggi si apre con una frase in inglese, «AN INFORMAL, ELEGANT AND TASTY EXPERIENCE»; qui la prima schermata dice che cosa siete, dove siete e come si prenota.

Dove il sito di oggi vi limita (misurato il 22 ottobre 2026)

  • Su un telefono in 4G lento la prima immagine utile arriva dopo 9,1 secondi (Google chiede meno di 2,5), e all'apertura si scaricano 8,5 MB: quasi tutto è il video d'apertura, che pesa 45,6 MB e arriva ai telefoni identico a come arriva ai computer.
  • Qui, con la stessa prova, la prima immagine utile arriva in 2,3 secondi e all'apertura si scaricano 0,32 MB: il volo su Monza si carica al primo gesto, e i due cicli video, tagliati dallo stesso girato, pesano fra 0,6 e 1,6 MB a seconda del telefono e partono solo quando arrivano sullo schermo.
  • La frase della home, «AN INFORMAL, ELEGANT AND TASTY EXPERIENCE», è color crema sopra un video chiaro: in nove fotogrammi su dieci il contrasto è sotto il minimo per un titolo, e si legge a fatica.
  • Due avvisi dei cookie, uno sopra l'altro, coprono l'indirizzo e il numero di telefono; il secondo dice «Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice». E prima di qualunque sì il sito di oggi ha già scritto 15 cookie; questo non ne scrive nessuno.
  • Senza il video, la home fa più di sessanta richieste, e quasi trenta sono programmi, fra cui il plugin del pixel di Meta. Il sito nuovo non carica niente da fuori: se fate campagne su Instagram o Facebook ne parliamo, perché è una scelta e ha un costo.
  • Nessun comando arriva ai 44 pixel che servono a un dito: MENU e PRENOTA sono alti 28, l'indirizzo e il telefono 21.
  • Oggi il menu è fatto di nove PDF senza un prezzo in pagina: qui ogni carta ha la sua riga con i piatti, i prezzi principali sono scritti in pagina, e i PDF restano per chi vuole tutto.
  • Il link «Careers», nel piede di ogni pagina, oggi porta a un errore: qui non l'ho riportato, ditemi voi se vi serve.
  • Il link mandato su WhatsApp arriva senza immagine e col titolo «Homepage - Saint», perché il sito di oggi un'immagine per le anteprime non la indica.

Che effetto mi aspetto

  • Su come vi vede chi arriva: dal telefono oggi aspetta quasi dieci secondi, poi trova una frase in inglese che si legge a fatica e due avvisi dei cookie sopra l'indirizzo. Qui atterra in piazza, vede la vostra sala, i vostri piatti, le vostre parole, e il tasto per prenotare. La fiducia nasce lì: quando quello che uno legge coincide con quello che trova.
  • Sulle prenotazioni: il tasto è sempre a portata di pollice, e le tre strade (online, telefono, email) stanno insieme. Non vi prometto un numero: vi propongo di misurarlo, contando le prenotazioni online prima e dopo.
  • Sulle recensioni: l'aperitivo senza olive e i prezzi oggi si scoprono al tavolo. Dirli prima non abbassa il conto, toglie la sorpresa. Quello che succede al tavolo, invece, nessun sito lo può promettere.

Federico Vitiello (si apre in un’altra scheda)

Il centro di Monza al tramonto, visto dall'alto: il Duomo, il campanile e il Lambro

Monza.

Piazza Duomo.

La facciata del Duomo, a fasce bianche e verdi.

Al numero 8, una porta accesa.

Dati © OpenStreetMap (si apre in un’altra scheda)

, bar e ristorante in piazza Duomo a Monza

Il Duomo, visto da qui.

Bar, bistrot e ristorante davanti al Duomo di Monza. Colazione, pranzo, aperitivo, cena.

Prenota un tavoloIl menu

Piazza Duomo 8, Monza

Dalla porta di Saint, la facciata del Duomo dietro la scritta SAINT sul vetro.

Il Duomo, visto da qui.

Chi siamo

Informalmente elegante.

Saint l'hanno aperto nel 2022 Gabriele Viola-Boros e Stefania Aliprandi, al numero 8 di piazza Duomo. Prima, la piazza era un posto da attraversare: Il Giorno ha scritto che, dopo i bar Corona Ferrea e Tea Rose, era diventata «solo luogo di passaggio frettoloso». Oggi ci si siede.

Dietro il banco e in cucina c'è una squadra giovane, guidata dal general manager Nicolò Centemero. Nel nostro magazine l'abbiamo scritto così: «le scuole insegnano il linguaggio, il mestiere lo impari solo dentro una squadra».

La squadra del bar di Saint al bancone, in bianco e nero.

Non amiamo la rigidità, ma la precisione.

  1. Qui l'aperitivo è il drink: fatto bene, davanti al Duomo, senza il contorno di olive e noccioline. Se hai fame, c'è un piatto da dividere.

  2. Chi non beve alcol non sceglie un ripiego. La carta Zero Alcool ha la stessa ricerca e lo stesso prezzo delle Signature, 15 euro: «non alternative, ma percorsi paralleli».

  3. La notte lunga, con la musica protagonista, è al numero 6: da THEMON, il nostro locale fratello. «Dove Saint racconta la misura, THEMON racconta la vibrazione.»

Nel 2023 i lettori del Giorno ci hanno votato «Bar del cuore» di Monza, ritagliando i coupon dal giornale.

La giornata

La piazza cambia con le ore, e noi con lei.

La mattina è dei monzesi, il pranzo di chi lavora in centro, l'aperitivo di chi arriva da tutta la Brianza; e nel fine settimana la piazza parla le lingue di chi passa.

  1. La mattina da Saint: la scritta «Good morning» nella schiuma del cappuccino, la tazza servita, la tenda che si apre sulla sala, il tavolo con SAINT inciso nel sole.

    La mattina

    Il primo caffè

    Il cappuccino, le brioche fatte in casa, e un caffè speciality: 100% arabica, da piccoli produttori, servito come un doppio espresso. D'inverno la cioccolata calda con la panna: «tappa fissa nel mese di dicembre» (da una recensione su Sluurpy).

    Una poltrona rosa nel sole che entra dalla vetrata ad arco.
  2. Una pinzetta rifinisce un piatto.

    A pranzo

    La cucina di qui

    Risotto alla monzese con la luganega, tagliatella pizzoccherata, risotto con l'ossobuco; oppure un piatto da dividere dal bistrot, senza guardare l'orologio. C'è chi ci conosceva solo di nome, per le colazioni e gli aperitivi, e a Pasquetta si è fermato a provare la cucina: «Una Pasquetta con sorpresa!» (da una recensione su Google).

    Paccheri al ragù di mare su un piatto blu.
    Vino bianco versato in un calice, a un tavolo all'aperto.
  3. Una coppa alzata davanti alla facciata del Duomo, cielo blu.

    Al tramonto

    L'aperitivo

    Diciotto cocktail nella Saint List, tutti a 15 euro: quelli della casa, i classici rifatti oggi e quelli senza alcol. Nel Flower Negroni la rosa di montagna ammorbidisce il Campari; il Mandarin Halo apre sul mandarino e chiude sulla nocciola, senza alcol. Intanto la facciata prende la luce della sera.

    Il Flower Negroni, rosso, su un fondo rosa e azzurro.
    Il Mandarin Halo, chiaro, in un bicchiere alto su un fondo rosa e azzurro.
  4. Di sera al bancone di Saint: la bartender sotto le lampade arancio e blu, versa, agita lo shaker, accende un cocktail col cannello.

    Di sera

    La cena e il dopocena

    Si cena fino a tardi. Poi la bottigliera si accende, e il venerdì e il sabato il banco chiude alle 2.

    Un cocktail sotto un coperchio d'ottone, nel fumo.
    La bottigliera accesa: ogni bottiglia sulla sua mensola, illuminata dal basso.

Il luogo

Il Duomo ce l'abbiamo davanti. La sala gli risponde.

  1. Un tavolo tondo apparecchiato, poltrone arancio e rosa, la piazza dietro il vetro.

    gli archi

    Le grandi vetrate ad arco guardano la facciata. Gli archi e le travi del soffitto sono quelli originali dell'edificio, restaurati.

  2. La bottigliera in acero e il bancone con gli sgabelli.
    Il disegno dell'architetto: la parete della bottigliera a triangoli, una bottiglia per cella, con gli archi.

    la bottigliera

    La bottigliera è in acero americano: ogni bottiglia ha la sua mensola, illuminata dal basso, come i lumini votivi del Duomo qui davanti.

  3. La sala col Fiore, il divano arancio, sotto un grande arco sulla piazza.
    La pianta del locale disegnata dall'architetto: il Fiore con le piante al centro della sala, il bancone nella sala accanto.

    il Fiore

    Al centro della sala c'è il Fiore, un divano arancio che dall'alto ha la forma di un fiore: seduti lì, sembra di essere ancora in piazza.

  4. Il piano di un tavolo con la scritta SAINT incisa, accanto a una poltrona rosa.

    i materiali

    Uno specchio bronzato riflette la piazza e il rosone. Il marmo viene da lastre di scarto, recuperate; nel piano dei tavoli è inciso il nostro nome.

  5. La sala con le panche rosa, le piante e i tavoli apparecchiati.

    la luce

    Arancio e rosa, come la luce dell'alba e del tramonto.

  6. I tavoli di Saint in piazza, pieni di gente, sotto gli ombrelloni.

    la piazza

    Fuori, i tavoli sulla piazza, coperti d'inverno.

Il progetto è di TWOFLD Architects (allora Spatial Architects), lo studio di Stefano Paiocchi e Julia Na.

Prenota

Passa a trovarci.

C'è chi vede solo un tavolo apparecchiato e chi vede già il punto di partenza per una gran bella serata.

Per pranzo, aperitivo o cena: online a ogni ora, oppure al telefono o per email. Nel fine settimana conviene prenotare.

Prenota online (si apre in un’altra scheda)Chiama +39 348 434 9475Scrivi a stay@saintmonza.com

La prenotazione via email vale quando ti arriva la nostra email di conferma.

Un tavolo tondo apparecchiato nella luce bassa del pomeriggio.

Dove

In piazza Duomo, al numero 8.

Saint, piazza Duomo 8, 20900 Monza (MB)
  • Bistrot e caffetteria: tutti i giorni dalle 10 alle 23.
  • Il bar resta aperto anche dopo le 23: il venerdì e il sabato fino alle 2.

Orari aggiornati a ottobre 2026; quelli del bar, a novembre 2025.

A piedi dalla stazione di Monza, una decina di minuti: circa 800 metri, quasi metà lungo via Italia.

La carta del centro di Monza: Saint è in piazza Duomo 8, davanti alla facciata del Duomo; dalla stazione si arriva a piedi in circa 10 minuti lungo via Italia.

In auto: la piazza è pedonale. I parcheggi pubblici più vicini:

  1. Piazza Carducci, all’aperto, a pagamento: circa 3 minuti a piedi
  2. Piazza Trento e Trieste, sotterraneo, a pagamento: circa 4 minuti a piedi
  3. Piazza Cambiaghi, all’aperto, a pagamento: circa 5 minuti a piedi

Indicazioni (si apre in un’altra scheda)

© Contributori di OpenStreetMap (si apre in un’altra scheda); percorsi a piedi calcolati con OSRM. I minuti sono un’indicazione.

Instagram

#staySaint

Quello che succede in piazza, scelto dal nostro profilo.

  • Una coppa alzata davanti alla facciata del Duomo, cielo blu.
  • Un tavolo tondo apparecchiato nella luce bassa del pomeriggio.
  • Paccheri al ragù di mare su un piatto blu.
  • Le copertine del Saint Magazine tenute in mano davanti al Duomo.
  • Salmone affumicato, avocado e crostini.
  • Una coppa in mano, il Duomo sfocato dietro.

@saint.monza su Instagram (si apre in un’altra scheda)